Il posto di Dio - VI Pasqua C

Giovanni 14,23-29.

Dio, dove sei? E' rimasta celebre la battuta del primo uomo a volare nello spazio, Yuri Gagarin: "Non vedo nessun Dio quassù".

No, Dio non abita in spazi lontani, più o meno accessibili. Gesù, anzi, afferma che si fa presente in noi

"Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (v. 23).

La religione sarebbe illusione, pura invenzione, senza incontro tra umano e divino, senza un'intimità con il Mistero. E' un'intuizione presente anche in altre tradizioni religiose, segno che i semi della Verità non sono esclusiva di nessuno. Nella cultura indiana ci si saluta con un inchino a mani giunte dicendo "Namasté" (= saluto il divino che è in te). E il mistico sufi Jalaludin Rumi, dopo aver ammesso di non aver trovato Dio nei templi e nei simboli sacri, sulle cime e neppure nelle valli, conclude: "Guardai nel mio cuore. Qui, al suo posto, lo vidi. Egli non stava in nessun altro luogo".

Il Vangelo aggiunge che questa presenza divina in noi non è frutto della nostra bravura o dei nostri meriti, ma nasce da un'iniziativa del Padre. Libera e gratuita. E' Lui che pone dentro di noi uno spirito nuovo, senza clamori o effetti speciali. E' una prospettiva liberante, che scioglie le catene del nostro passato. Con tutti i fallimenti e le colpe che posso tirarmi dietro, ogni giorno Dio è pronto a prendere dimora in me, a rinnovare totalmente il mio essere.

Penso a Pietro Cavallero, rapinatore e assassino, che in carcere incontra la fede. Diceva: "La religione si basa sul presupposto che l'uomo può cambiare, può crescere, e questo combatte l'ostacolo più grande alla redenzione, che è il sentirsi inchiodati al proprio ruolo di malvagio". Il suo era un pentimento profondo, interiore, che non cercava nessun vantaggio: tant'è vero che chiese perdono ai parenti delle vittime solo quando ottenne la libertà condizionata. Perché non doveva esserci neanche il sospetto che lo chiedesse per ottenere qualcosa in cambio. Una volta libero, trascorse gli ultimi anni di vita dedicandosi al volontariato e in punto di morte scrisse: "Soffro molto, ma sono contento perché espio. La mia fede si consolida, la mia forza cresce".

Ecco, da che cosa traspare il dimorare di Dio e di Cristo in noi: toglie da noi il cuore di pietra e ci dà un cuore di carne (Ezechiele 37,26), ci rende capaci di amare. E' necessario che l'anima cresca e si dilati per poter contenere Dio (Bernardo di Clairvaux). Ora, la sua larghezza corrisponde al suo amore, come dice Paolo: Dilatatevi nella carità (2 Cor 6,16).

Senza una relazione personale e autentica con il Signore, senza una vita spirituale nascosta, ma reale, tutto il resto rischia di essere scena, politica ecclesiale, apparenza di vita più che autentica vita. Senza l'azione interiore e nascosta dello Spirito nel credente, la chiesa rischia di essere raduno di militanti, più che comunione di discepoli.

E' detto per le intolleranze reciproche e i rancori che spesso inquinano gli ambienti di vita, persino quelli ecclesiali. Non a caso la prima lettura racconta di come, grazie allo Spirito, le diverse componenti del cristianesimo primitivo riunite a Gerusalemme, attraverso un faticoso cammino sinodale, risolvono uno spinoso problema che stava producendo tensioni e divisioni (Atti 15,22-29).

Infatti, l'altro "indizio" della presenza dello Spirito è il dono della pace, che toglie dal cuore il turbamento e il timore (v. 27). Lo percepiamo quando le nostre passioni ed emozioni si purificano, divengono limpide, miti, tranquille, non violente, umili...

Ma non è un automatismo che viene da un colpo di bacchetta magica. La nostra libertà e la nostra disponibilità sono sempre necessarie. Cristo sta alla porta e bussa. A noi ascoltare la sua voce e aprirgli la porta (Apocalisse 3,20). Come disse Rabbi Mendel: "Dio abita là dove lo si lascia entrare".

E' indispensabile, allora, metterci in ascolto della Parola, desiderare lo Spirito, chiedergli di venire.

* * *

Spirito di saggezza e di discernimento,
solo tu rischiari il nostro cammino.
 
Spirito di giustizia e umiltà,
solo tu ispiri le nostre scelte.
 
Spirito di amore e unità,
solo tu converti le nostre vite.
 
Spirito di coraggio e di perseveranza,
solo tu rendi saldi i nostri cuori.
 
Spirito di misericordia e di fuoco,
solo tu fai di noi la dimora di Dio.
 
Donami l'intelligenza delle Scritture
ed esse guideranno i miei passi,
mi rivestirò della carità
e la pace di Cristo regnerà nel mio cuore.