Solenne celebrazione e processione contraddette
In data 13 Maggio 2010 il comune di Crema ha approvato un'ordinanza comunale definita "Anti-Accattonaggio"; molti sono stati i commenti apparsi sui giornali scaturiti dal Comunicato Stampa preparato da Caritas, Migrantes e Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Crema. Anche aOcchiAperti.net vuole parlare di questo tema cominciando dal pubblicare una lettera di don Ennio Raimondi, augurandoci di aggiungere materiale nelle prossime settimane e di aprire un dibattito serio e costruttivo su questa delicata tematica. Dopo il testo trovate i link all'ordinanza ed al comunicato stampa.
La sera del 3 giugno ho concelebrato la S. Messa nella Chiesa del Sacro Cuore e partecipato alla processione cittadina del Corpus Domini fino alla sempre cara Chiesa di S. Carlo con grande disagio e sofferenza. Una solennissima cerimonia in onore di Gesù Cristo presente misteriosamente, ma realmente, nell’Eucaristia. La chiesa piena di fedeli e, in prima fila le autorità cittadine, i carabinieri in alta uniforme, il gonfalone della città di Crema con i vigili pure in alta tenuta. Gesù lo meritava.
Abbiamo ascoltato la risposta /invito/comando di Gesù agli apostoli che gli suggerivano, al declinare del giorno, di congedare la folla perché potesse andare a trovare il cibo: “Voi stessi date loro da mangiare”. Un Gesù che poi “prese i cinque pani, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla”. Un Gesù che ha invitato/comandato ai discepoli di non mandar via la folla perché si arrangiasse, ma di impegnarsi a sfamarla. Si, dando i soli cinque pani che avevano per spezzarli e poi a distribuirli.
Mi son domandato cosa facevamo noi: io, la folla dei fedeli presenti, le autorità in prima fila per gli affamati del nostro tempo. E mi son balzati agli occhi i mendicanti di ogni colore nella nostra città e l’ordinanza firmata dal Sindaco il 13 maggio, anniversario dell’apparizione della madonna a Fatima e dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II, l’ordinanza antiaccattonaggio. Non l’ho cacciata via come una distrazione. L’ho considerata come una realtà che bussava alla porta della mia preghiera, non da rimuovere ma da tenere davanti al Signore.
Mi sono sovvenute subito alla mente altre parole di Gesù. Quel Gesù che nella notte in cui veniva tradito, prese il pane….e disse “Questo è il mio corpo” aveva già rivelato le parole che ci rivolgerà il giorno del giudizio: “Venite, benedetti del Padre mio….perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…ero straniero e mi avete accolto”. Oppure: “Via, lontani da me, maledetti, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare….ero straniero e non mi avete accolto” E la risposta di Gesù alla nostra sorpresa e domanda: “Quando mai ti abbiamo visto affamato e straniero?” sarà: “In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli, l’avete fatto a me”
Allora Gesù realmente presente nel pane eucaristico è realmente presente anche nell’affamato e nello straniero. Nell’Eucaristia lo devo onorare adorandolo, nel povero devo amarlo soccorrendolo. Ecco perché mi è apparsa lacerante la contraddizione tra quell’onore reso con tanta solennità nella celebrazione liturgica a Gesù nel pane consacrato e quell’offesa a Lui presente nella persona che ha fame ed è straniera, impedendoGli di stendere la mano per un soccorso.
Gesù non lo vediamo nel povero come non lo vediamo nel pane consacrato. Lui non mi chiede però di vederlo ma di crederlo presente ed amarlo e soccorrerlo. Quale stridore tra quella solenne processione eucaristica per portarLo melle vie periferiche della nostra città e quello scacciarLo dalle nostre piazze e persino (orripilante!) davanti ai luoghi di culto.
L’accattonaggio è un male da eliminare non con delle ordinanze “anti” ma con delle iniziative “pro” che danno risposte ai bisogni degli “accattoni”. Per me sono “fratelli” che chiedono l’elemosina. E da cittadino di Crema chiedo non mi sia proibito di darla. Pur convinto che non è il modo primo e migliore per aiutare. Ma quando è l’ultima spiaggia a cui con umiliazione un fratello deve ricorre per sopravivere, diventa per me un dovere e per lui un diritto.
Il disagio e la sofferta preghiera di quella sera però si sono trasformate in grande gioia quando, a meno di ventiquattro ore, ho potuto leggere il tempestivo comunicato delle tre commissioni pastorali della diocesi steso per incarico del Consiglio Pastorale Diocesano. Documento molto apprezzato per i toni corretti, i contenuti doverosamente critici e propositivi. Un segno chiaro e coraggioso della fedeltà della Chiesa di Crema a Gesù e al suo Vangelo. Complimenti agli estensori e lode a Dio.
Don Ennio Raimondi
Per approfondire la tematica:
Ordinanza "Anti-Accattonaggio"
Comunicato Stampa Caritas-Migrante-Pastorale Sociale e del Lavoro